Come funziona un sistema antincendio (2°PARTE) Loop – Dispositivi ESSER

Nel precedente video abbiamo visto cos’è un incendio e quali sono gli elementi che lo generano. In questo video vedremo nello specifico come è costituito un sistema antincendio, e quali sono i suoi componenti e le sue funzionalità. Spiegheremo il tutto grazie al supporto tecnico di NECS. NECS ad oggi si colloca tra le aziende leader di servizi per tutti gli impianti speciali: video sorveglianza, controllo accessi, sistemi di allarme, sistemi antincendio, integrando il tutto su una piattaforma BMS (Building Management System) che permette di gestire tutti i sistemi presenti in un edificio. Lo scopo dei sistemi di rivelazione incendio è quello di consentire un intervento tempestivo in modo che si abbiano maggiori possibilità di controllo dell’incendio e permettere così l’evacuazione delle persone e la salvaguardia dei beni materiali. Per la progettazione, l’installazione e l’esercizio di tali sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme incendio, si fa riferimento alla normativa UNI 9795 del 2013. Vediamo ora un esempio di sistema di rivelazione e segnalazione di incendio realizzato con i dispositivi ESSER. ESSER è una delle realtà più importanti nel settore della rivelazione e della segnalazione incendi, il cui punto di forza è rappresentato dall’innovazione tecnologica dei suoi sistemi. Per comprendere il vantaggio che deriva dall’utilizzo di questi sistemi scopriamo i dispositivi che possiamo ritrovare in un LOOP. Il LOOP è un anello col quale si stabilisce la connessione fisica degli elementi installati nella Struttura, con la centrale, ed è in grado di controllare fino ad un massimo di 127 elementi autoindirizzanti. La centrale dunque, è collegata attraverso il loop ai vari dispositivi presenti nella struttura. Le centrali ESSER che possiamo utilizzare sono di due tipi: ➢ Le centrali IQ8 che si suddividono a sua volta in: a. Centrali Control C: utilizzate in strutture di media dimensione con un massimo di 2 loop; b. e Centrali Control M: utilizzate invece nelle grandi strutture con un massimo di 7 loop. ➢ Le centrali FlexEs invece, sono utilizzate in casi più complessi e possono contenere fino a 18 loop. Nel loop troviamo i diversi dispositivi installati all’interno della struttura, come i rivelatori: sviluppati in modo che la rivelazione sia veloce ed affidabile, evitando disturbi che possono creare falsi allarmi. I rivelatori di incendio ESSER sono caratterizzati dal fatto di essere dotati di intelligenza a bordo sensore, per questo motivo sono stati rinominati “IQ8”. L’acronimo “IQ”, infatti, sta per dispositivo intelligente. I rivelatori IQ8 si definiscono dispositivi intelligenti perché: a) sono costituiti da un microprocessore interno che permette di discriminare uno scenario di allarme in tempi rapidissimi; b) sono in grado di comunicare autonomamente la segnalazione alla centrale. Quindi in questo caso non è più la centrale che interroga il dispositivo ma è il dispositivo che avvisa la centrale; c) sono in grado di ridurre drasticamente il rischio di falsi allarmi, grazie all’ausilio della doppia o tripla tecnologia. La rilevazione avviene grazie all’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, in grado di rivelare fumo, calore e gas generato dalla combustione. ➢ I rivelatori di calore, si distinguono in: a) RIVELATORI TERMICI che segnalano il superamento di un valore soglia di temperatura prefissata; b) RIVELATORI TERMICI DIFFERENZIALI che segnalano la variazione della temperatura, quindi se questa aumenta rapidamente in un determinato periodo. ➢ I rivelatori ottici di fumo si distinguono invece in: a) RIVELATORI OTTICI CON LUCE INFRAROSSA che rivelano la presenza di particelle di aereosol visibili generate dall’incendio, che penetrano all’interno della camera ottica causando un proporzionale aumento del segnale prodotto dal diodo ricevitore; b) RIVELATORI OTTICI A DOPPIO ANGOLO che sono anche in grado di rivelare le dimensioni delle particelle all’interno della camera ottica, così da identificare e filtrare i possibili disturbi e distinguere così i falsi allarmi; c) RIVELATORI OTTICI CON LUCE BLU che, data la loro lunghezza d’onda ottica più corta, sono in grado di rivelare le particelle più piccole. Tale sensore risulta efficace come i vecchi rivelatori di tipo ionico, che non sono più in commercio a causa della presenza di materiale radioattivo al loro interno. ➢ Infine i RIVELATORI CON TECNOLOGIA GAS generano l’allarme quando la concentrazione di uno dei gas scaturiti dall’incendio supera un certo valore. Per quanto riguarda la segnalazione dell’incendio, ESSER ha elaborato il rivelatore IQ8-Quad con segnalatore di allarme integrato, nel quale, in soli 5 mm è possibile integrare al suo interno dei segnalatori ottico/acustici che consentono di segnalare l’incendio, non solo tramite un suono, ma anche attraverso un messaggio vocale.

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